<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654</id><updated>2011-07-07T23:48:51.951-07:00</updated><category term='fumetti'/><category term='illustrazione'/><category term='filastrocche'/><category term='narrazioni'/><title type='text'>rapporti di produzione del sonno</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>12</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-7354444748961104282</id><published>2009-12-15T02:51:00.000-08:00</published><updated>2009-12-15T04:32:00.438-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='illustrazione'/><title type='text'>l'esperimento dello schiehallion</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sydw_w5UJ5I/AAAAAAAAAGU/aKeRgtEEG1k/s1600-h/mont.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 290px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sydw_w5UJ5I/AAAAAAAAAGU/aKeRgtEEG1k/s400/mont.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415421317695678354" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;E’ estate. Spesso le nuvole si raggruppano sulla cima della montagna e piove. Sono arrivati degli uomini, dalla città penso, hanno piantato molte tende nella radura. Mia figlia è felice, è curiosa, non viene mai nessuno qui.   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Gli uomini hanno costruito vicino alla montagna un’impalcatura, di legno, non tanto alta. So dire circa quanto è alta, e so dire che é di legno. Vicino all’impalcatura c’é una piccola costruzione, dei paletti con in cima attaccato un filo, il filo con attaccato un peso, come una piccola palla, sembra di metallo. A mia figlia hanno detto di non avvicinarsi troppo. So perché. Vicino alla impalcatura ci sono vari strumenti, non so cosa siano, dei cannocchiali, penso, puntati al cielo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Mia figlia mi ha preso per mano e mi ha portato vicino alla impalcatura. Non c’erano uomini intorno. Di giorno vanno tutti sulla montagna, e se mi siedo per terra posso vederli salire e scendere, per i sentieri, e per i boschi, posso vederli fermarsi e sedersi per terra anche loro. Mia figlia ha guardato dentro un cannocchiale, e per dieci minuti non ha fatto altro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Sono stato all’accampamento. Di giorno é quasi vuoto, le tende bianche sono aperte e posso guardare dentro, una sola resta chiusa, più isolata dalle altre. Mi sono avvicinato e ho appoggiato l’orecchio sulla tela, ad ascoltare. Dentro c’era un uomo, uno solo, lo sentivo muoversi sulla sedia e spostare carta. Sono tornato indietro con il secchio del latte ancora pieno. Sono tornato a casa e ho parlato con mia figlia, su chi era quel uomo, e chi erano gli altri. Lei ha detto che é il loro capo, gli altri non lo sappiamo, sono degli esploratori, forse, dei dottori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Al tramonto gli uomini scendono dalla montagna, entrano nella tenda più grande e dopo esserne usciti si distendono sull’erba, e guardano la montagna, come se volessero rivedere i propri passi, la guardano a lungo, come se volessero distinguere le proprie orme. I loro strumenti sono appoggiati per terra, non so cosa sono, a cosa servono. Passo tra loro e mostro le uova, il latte, il formaggio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Mia figlia ha preso dei fogli, carta. Le ho chiesto se li aveva rubati, e se li aveva rubati di riportarli nel posto dove li aveva rubati. Mi ha detto che li ha trovati per terra, non ha rubato niente. Li ho presi e piegati, messi in tasca. Alla sera li abbiamo aperti sul tavolo. Non so cosa vogliono dire. C’é un disegno, dei cerchi, dei numeri, non capisco, non so rispondere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Siamo tornati all’accampamento di notte. Dormivano, La tenda isolata, illuminata, ce lo ha fatto vedere, chinato sul tavolo. Sono rimasto a guardarlo a lungo, finché la sua figura non si é raddrizzata, ha alzato la testa, ed é rimasto così. Mia figlia mi ha chiamato e mi ha detto di andare a vedere. Vicino all’impalcatura un uomo guardava nel cannocchiale e un altro scriveva, avevano una lampada. Siamo rimasti seduti fino a che non se ne sono andati, e ci siamo avvicinati. Mia figlia ha guardato dentro il cannocchiale e ha aperto la bocca, ed è rimasta così a lungo. Le ho chiesto cosa aveva visto, e ho guardato. Non so cosa ho visto, una stella, credo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sydw55nlQdI/AAAAAAAAAGM/iXkU3WNvaiE/s1600-h/per+blog+forze.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 278px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sydw55nlQdI/AAAAAAAAAGM/iXkU3WNvaiE/s400/per+blog+forze.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415421216958005714" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ro a casa, disteso a letto. Mia figlia mi é corsa vicino e mi ha detto che il loro capo era uscito dalla tenda, e che era giovane, seduto sull’erba fuori dall’accampamento. Ho preso un secchio di latte e delle uova e sono andato nel punto che mi ha indicato. Lei mi ha seguito, siamo andati insieme.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;É giovane. Guardava anche lui la montagna, come gli altri, come me. Ha preso le uova e mi ha chiesto se eravamo del posto, se eravamo solo di passaggio. Mia figlia gli ha chiesto cosa facevano tutte quelle persone sulla montagna, gli ha chiesto se lui era il loro capo. L’uomo non era il loro capo, lui lavorava, ognuno di loro lavorava. Mia figlia ha chiesto che lavoro facevano. Lui ha risposto, per il sapere, e poi, per sapere. Ho chiesto, per sapere cosa. Si è guardato i piedi, poi ha guardato davanti. Quelle persone, ha detto, stanno misurando la montagna, ogni pendio, ogni canalone, ogni parete.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Quando piove, piove spesso, la montagna non si vede, è nella nebbia, non esiste, e gli uomini che misurano la montagna stanno all’accampamento, se piove veramente forte. Stanno sotto dei teli e bevono e guardano dei grandi fogli, hanno in mano degli strumenti, delle matite, discutono molto. Lui non é mai tra loro, ogni tanto qualcuno cammina veloce fino alla sua tenda, con dei fogli in mano, e ne torna fuori poco dopo, e parla con gli altri e capisco che quello che dice lo ha detto lui. Allora é il loro capo, penso, e non lo dice. Mi fanno stare sotto uno dei teli con loro, mi guardano riconoscenti, chiedo loro se posso guardare. Resto in piedi e osservo a lungo uno dei fogli. Mi chiedono se capisco quello che sto guardando, se so cosa stanno facendo. Lo so cosa fate, dico, e incrocio le braccia. Misurate la montagna, ogni parte, ogni roccia, la sua cima. Sorridono, sanno quel che dico. Mi chiedono se so il perchè la misurano, non lo so. Vogliamo sapere quanto pesa la montagna, il suo peso, hanno detto. Erano contenti, e si guardavano tra loro. Vogliamo sapere il peso della terra, di tutto il mondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/SydwwealPlI/AAAAAAAAAGE/bKJzQelW4ZM/s1600-h/per+blog+numeri.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 277px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/SydwwealPlI/AAAAAAAAAGE/bKJzQelW4ZM/s400/per+blog+numeri.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415421055036898898" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Io e mia figlia abbiamo parlato molto, io bevevo del vino. Dice che il mondo non ha peso, è sospeso. Le ho chiesto dove è sospeso, cosa ha intorno. Nulla, e mi guardava. Era molto sicura, aveva i gomiti appoggiati al tavolo e le braccia incrociate, e dondolava. Le dissi che io lo sapevo, che il mondo aveva peso. Se ti chini e raccogli della terra, quella terra ha un peso, ho detto. Non rispondeva, dondolava. Se raccogli un sasso, quello pesa, ho detto. Siamo sopra terra e sassi, e terra e sassi hanno peso, appoggiando lentamente e rumorosamente il bicchiere sul tavolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;La montagna è seria, non è facile. Al tramonto diventa semplice, sembra che ogni sentiero si possa percorrere in pochi minuti, che ogni parete sia breve da scalare, che la cima si possa raggiungere in poco tempo, nel poco tempo che dura il tramonto. Poi torna seria, e dove c’è la montagna la notte è più buia, un buco nero senza stelle.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/SydwdyowAyI/AAAAAAAAAF8/sq2NFLQX5-c/s1600-h/per+blog.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 276px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/SydwdyowAyI/AAAAAAAAAF8/sq2NFLQX5-c/s400/per+blog.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415420734047519522" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'times new roman', serif;font-size:medium;"&gt;Mia figlia non è mai salita in cima, e mi ha chiesto di portarla lassù. Le ho chiesto il perchè, non c’è niente da vedere, rocce, le ho detto, piove, abbiamo molto da fare quaggiù, non c’è il tempo. Lei ha detto che chiederà all’uomo, il capo, lui non era mai uscito dalla tenda, ci sarebbe venuto. Le ho detto che andava bene, e la ho mandata a letto a dormire, perché doveva svegliarsi presto. Rimasto solo ho preso una sacca, ho messo dentro del formaggio e dell’acqua, e la ho messa sopra il tavolo, poi ho preso il mio bastone, lo ho spezzato a metà, e lo ho appoggiato vicino alla porta. Poi sono tornato all’accampamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Gli uomini avevano acceso i fuochi, mangiavano e bevevano. Mi hanno visto e mi hanno chiamato, mi hanno offerto vino e carne, erano felici. C’era anche l’uomo della tenda, era seduto su una sedia e guardava la montagna, teneva le gambe allungate davanti a se e la schiena appoggiata allo schienale. Uno di loro ha preso una sedia e ci è salito, ed ha iniziato a fare un discorso. Era stanco, era contento, ha detto parole che non conoscevo e che non posso ricordare, ha nominato le stelle e il cielo, ha parlato della montagna, ha allargato le braccia, si è inchinato, ha ringraziato il lavoro di tutti. Quando è sceso dalla sedia molti di loro applaudivano, lo indicavano e ridevano. L’uomo della tenda se ne stava in disparte, non partecipava, ma non era serio, aveva un’espressione serena anche lui. Ho pensato che non era il loro capo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Georgia, serif;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Syd3FDUxarI/AAAAAAAAAGc/Zl7DX8R93i4/s1600-h/per+blog+mont+nere.png"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Syd3FDUxarI/AAAAAAAAAGc/Zl7DX8R93i4/s400/per+blog+mont+nere.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415428005611793074" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 291px; height: 400px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Bevevo del vino, e un uomo mi si è avvicinato. Mi ha chiesto se il giorno dopo potevo aiutare a smontare l’accampamento, mi avrebbe pagato. Ho chiesto se ne stavano andando. Lui ha detto di si, che molti partivano il giorno dopo e un po’ di loro sarebbero rimasti per smontare tutto. Ho chiesto se anche lui sarebbe partito, indicando l’uomo sulla sedia. Ha risposto di si.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Poi ho domandato come si fa a pesare il mondo. L’uomo era molto serio, si è girato verso la montagna e ha detto che era grazie a quella che lo avevano fatto, poi ha indicato l’impalcatura con il filo e il peso, mi ha chiesto se lo vedevo, è restato con il braccio sospeso e il dito che indicava, poi lo ha rilassato e ha detto che era molto difficile,lo avevano fatto grazie a quella montagna e a quello strumento. Quanto pesava il mondo? Ha detto un numero che non so ripetere. Ho chiesto anche quanto pesava, la montagna. Non so ripetere neanche questo. Sono tornato a casa e ho disfatto la sacca di mia figlia, poi l’ho svegliata piano, e le ho detto tutto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; font-family:Georgia, serif;"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Syd3aZ4XceI/AAAAAAAAAGk/3I6lE856L0U/s400/per+blog+segni.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415428372443918818" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 281px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; Abbiamo smontato le impalcature e le tende, i tavoli, le sedie. Abbiamo raggruppato tutto in mezzo al prato e caricato le cose sui cavalli e sui muli. I cannocchiali e gli altri strumenti li abbiamo messi in delle casse piene di paglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;L’uomo della tenda mi ha chiamato e mi ha chiesto se mi serviva della carta per il fuoco. Aveva due sacche davanti, entrambe piene di figli scritti e disegnati. Una me la ha data e l’altra la ha caricata su un mulo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Alla sera sono tornato a casa, mia figlia mi ha chiesto se erano partiti. Io avevo un regalo, e le ho mostrato la sacca. Era felice, ha iniziato a tirare fuori i fogli e a metterli sul tavolo, insieme a quelli che aveva trovato, si è inginocchiata sulla sedia e ha iniziato a osservarli, a metterli in un ordine che conosceva solo lei. Mi sono seduto al tavolo e la osservavo. Andremo sulla montagna prima della fine dell’estate, ho detto. Ho incrociato le braccia, e le ho chiesto se aveva capito. Poi sono uscito, mi sono seduto sull’erba e ho guardato la montagna, fino a quando non è venuto buio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-7354444748961104282?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/7354444748961104282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/12/lesperimento-dello-schiehallion.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/7354444748961104282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/7354444748961104282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/12/lesperimento-dello-schiehallion.html' title='l&apos;esperimento dello schiehallion'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sydw_w5UJ5I/AAAAAAAAAGU/aKeRgtEEG1k/s72-c/mont.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-6245944625915155958</id><published>2009-12-13T03:42:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T03:44:18.384-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrazioni'/><title type='text'>cosmogonia urbana</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; min-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Quando il Grigio vide  il Piccolo puntare su di lui con la sua solita aria trafelata e frenetica seppe che il suo pranzo era finito, ed insieme a esso la sua tranquillità. Era simpatico quel piccoletto, ma quando partiva con le sue domande non lo fermava nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Grigio, Grigio! Esclamò il Piccolo giunto nei pressi dell'amico, il quale rispose con un mugugnio annoiato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Ho una domanda, anzi ne ho tante. Mi rivolgo a te perchè dicono che sai tutto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-E chi te lo ha detto questo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-E che ne so, tutti lo dicono, insomma vuoi rispondere o no?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Sentiamo queste domande via, spero non riguardino cose di procreazione, non ne hai l'età.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;- Cosa? no. Senti piuttosto, di  cosa è fatto il suolo su cui siamo? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Che?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Il suolo, quello dove ci appoggiamo, dove dormiamo e tutto, di che cosa è fatto? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Mmm, domanda complessa, proverò a risponderti ma te vedi di starmi dietro. Allora, quello che tu chiami volgamente suolo in realtà si chiama crosta. La crosta è diciamo la pellicola esterna del nostro pianeta, ciò che lo divide da l’atmosfera.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;La crosta è formata da centinaia di migliaia di piccoli elementi o particelle incastrati tra di loro e divisi in   grandi blocchi, alcuni piu grandi e altri piu piccoli, tra i quali si aprono le faglie, o gli avvallamenti, anche essi di estensione variabile. Le diversificazioni di tali processi sono dovute  agli elementi più instabili e di conseguenza imprevedibili del nostro pianeta, gli umani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;La conformazione della crosta è dovuta in gran parte al rapporto tra questi elementi  ed il clima in termini di reazione. Se noti la nostra crosta è formata da tanti piccoli semicilindri incastrati tra di loro, divisi in genere in due piani inclinati in direzione opposta e disposti l’uno di fronte all’altro, il tal modo che entrano in contatto li dove raggiungono la maggior altitudine. Come avrai notato in natura raramente vi sono cose lasciate al caso, e se uno è curioso e si preoccupa di indagare i motivi del fenomeno che pur gli sembra assurdo e inutile, come per esempio i fulmini o quei rombi che si sentono arrivare dal sottosuolo, scopre che inutili non sono, e che c’è sempre un perché dietro, un perché che in qualche caso potremmo anche chiamare utilità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Prima abbiamo parlato della crosta come un fenomeno dovuto al rapporto tra il clima e gli uomini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Gli uomini temono i piu svariati fenomeni climatici. Per loro natura sono piu delicati e sensibili di noi alla pioggia, alla neve, alla grandine e a tutte le intemperie o tempi atmosferici che non siano un sole tardo primaverile. Come avrai notato il loro manto cambia da stagione a stagione, diventa piu spesso quando fa piu freddo e si riduce con l’arrivo del caldo, per aumentare di nuovo con l’arrivo dei climi rigidi. Dalla prima comparsa dell’ uomo in natura è passato un tempo lunghissimo, per noi difficilmente immaginabile e quantificabile, se non riscontrando gli effetti che tale elemento ha portato in natura, come il suolo sul quale noi viviamo, che abbiamo chiamato crosta. Come abbiamo appena visto la crosta è formata da piani inclinati. Ora dimmi un po, Cosa succederebbe se prendessi un sasso e lo appoggiassi li dove i due piani si uniscono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Non lo so, immagino starebbe li fermo dove lo ho messo, immagino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Va bene cambiamo esempio. Cosa succederebbe se tua madre avesse depositato il tuo uovo sulla sommità di questo piano. Rispondi un po, pensa prima di parlare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il Piccolo volò con la mente a quando ancora stava dentro l'uovo, ma naturalmente non ricordò un'accidente di niente, forse giusto una sensazione di calore gli tornò alla memoria, ma niente di utile per rispondere alla domanda del Grigio. Si concentrò allora sugli episodi della vita in cui aveva potuto osservare delle uova, e si ricordò di quella volta in cui aveva assistito impietrito alla scena di una madre a cui un'uovo era scivolato fuori dal nido e si era messo a rotolare lungo un tubo  di ferro.  Atterrito se ne andò prima di assistere ad una eventuale conclusione negativa della vicenda. Ma per rispondere alla domanda del Grigio ciò bastava.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Un'uovo posto sulla sommità della crosta se ne andrebbe giù lungo un piano. Se posso dire la mia a proposito ciò sarebbe da evitare, se posso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Ovviamente sarebbe da evitare, rispose il Grigio, ma non è questo il punto. Abbiamo capito la proprietà di tale conformazione del suolo in cui siamo ora. Ciò che gli stà sopra scivola via.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Ed in particolare la pioggia e la neve, due elementi che gli umani non possono sopportare, come abbiamo spiegato prima. Quindi quello che per noi è il suolo per gli umani non è altro che un riparo, uno scudo. Ciò che per qualcuno stà sotto, per altri stà sopra.Capito?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;- Non molto in verità, comunque ho un'altra domanda se posso, se non posso dica pure. Mi fermi intendo. Comunque, mi chiedevo se sono sempre esistite quelle crepe nel terreno nelle quali scendiamo spesso per procacciarci del cibo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-mmm più che crepe è meglio definirle avallamenti. Infatti ti stupirà forse sapere che non si sono formati per un abbassamento del suolo, ma per un'innalzamento di parti di esso. Ora ti spiego il perchè e il percome. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Abbiamo capito a cosa serve agli umani quello che per noi è il suolo. Capiamo ora a cosa serve quello che gli stà sotto, i primi strati al di sotto della crosta. Devi saper che essi non sono blocchi di materiale compatto, ma sono cavi. All interno di essi si sviluppano e risiedono gli elementi umani.Il perchè lo ho spiegato prima, in quanto elementi delicati e sensibili al clima devono stare riparati, e oltre che dalla pioggia e la neve anche dal freddo. Gli uomini non sopportano infatti le basse temperature. E' come se non abbandonassero mai il nido per intenderci, se non per breve tempo durante il giorno. L'esigenza di stare ad alte temperature  ha agito come una forza, come un’enorme spinta che ha portato alcuni blocchi di crosta ad innalzarsi, per pemettere agli umani di risiedervi dentro. Non è stato un processo istantaneo.L'innalzamento ha proceduto per gradi, in relazione al numero degli umani presenti nel mondo. Infatti non sono stati cosi tanti come se ne vedono oggi, che sono dappertutto e neanche si possono contare, ma sono cresciuti con il passare del tempo. L'altezza dei blocchi di materiale sui quali stiamo è direttamente proporzionale al numero degli umani, in quanto più umani vi sono, più spazio occore per permettergli di vivere e svilupparsi. Col passare del tempo non solo è cambiata la forma e l’estensione di tali agglomerati di materiale, ma pure la composizione. Si è passati dalla terra, al legno, al marmo, alla pietra e ai piu svariati materiali di cui non sappiamo nulla, probabilmente composizioni di piu materiali. In passato per esempio i blocchi avevano un'altitudine molto piu bassa, ed erano molti di meno. Inoltre è capitato che alcuni blocchi scomparissero improvvisamente, si pensa per opera degli stessi umani, ma di questo non so spiegarti il motivo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-vuole dire che potrebbe improvvisamente scomparirci il terreno sotto i piedi? Dove andrei a dormire? Chiese spaventato il piccolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-Ah ah noo! Rise il Grigio. Stiamo parlando di tempi lunghissimi, per noi neanche immaginabili. Faresti tempo a vivere numerose vite prima di vedere una cambiamento del nostro mondo. Ed ora vatti a fare un volo, e non mi stressare più.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il Piccolo aprì le ali, e se ne andò.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 15px/normal Helvetica; min-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:Helvetica, serif;font-size:130%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:15px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-6245944625915155958?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/6245944625915155958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/12/cosmogonia-urbana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/6245944625915155958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/6245944625915155958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/12/cosmogonia-urbana.html' title='cosmogonia urbana'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-8359704614120673401</id><published>2009-11-21T12:12:00.001-08:00</published><updated>2009-11-21T12:18:49.624-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filastrocche'/><title type='text'>il cittadino perfetto</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;c'era una volta un bambino che non sapeva contare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;non sapeva scrivere disegnare leggere e giocare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;quel bambino non sapeva proprio nulla &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ma non finì in prigione ne in manicomio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;anzi il primo ministro gli diede un encomio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ed il perché è presto detto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;quel bambino sarebbe diventato un cittadino perfetto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;con la testa sempre vuota &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;da riempire con quel che si vuole&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;che non si preoccupa mai di niente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;neanche se un giorno scompare anche il sole&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ma è ancora presto e nulla è perduto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;e se incontrate quel bambino non toglietegli il saluto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;prendetelo da parte e spiegategli bene&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;che a restar vuoto non gli conviene&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;insegnategli l'abc i numeri e la geografia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;e anche la storia la musica e la geometria&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;e lo vedrete piangere ridere ed arrabbiarsi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ma è una reazione normale non c'è da preoccuparsi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;quel bambino ha finalmente imparato ad emozionarsi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;e se prima era come una valigia vuota&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;facile da sollevare e da mettere dove si vuole&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ora è una valigia piena di cose preziose&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;che bisogna trattare bene&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;altrimenti si apre e sparge per terra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;tutto ciò che contiene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica; min-height: 22.0px"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica; min-height: 22.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-8359704614120673401?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/8359704614120673401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/11/il-cittadino-perfetto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/8359704614120673401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/8359704614120673401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/11/il-cittadino-perfetto.html' title='il cittadino perfetto'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-1067467248438857702</id><published>2009-11-21T12:00:00.000-08:00</published><updated>2009-11-21T12:01:05.685-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>risveglio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/SwhG7kDS4qI/AAAAAAAAAFU/K761odAUrTc/s1600/risveglio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 274px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/SwhG7kDS4qI/AAAAAAAAAFU/K761odAUrTc/s400/risveglio.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406649341762003618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-1067467248438857702?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/1067467248438857702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/11/risveglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/1067467248438857702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/1067467248438857702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/11/risveglio.html' title='risveglio'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/SwhG7kDS4qI/AAAAAAAAAFU/K761odAUrTc/s72-c/risveglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-7556115573662564258</id><published>2009-09-05T07:57:00.000-07:00</published><updated>2009-09-05T09:28:52.521-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrazioni'/><title type='text'>nel sottopassaggio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;La stazione di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;bologna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; ha due &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;sottopassaggi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, o forse di più, questa scena si svolge in uno di essi, ed è un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;sottopassaggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;completamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; marrone ed omogeneo. Un uomo appoggia la sua bicicletta al muro e si toglie le scarpe, sembra poco credibile ma sono colorate &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;industrialmente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; esattamente come le pareti della galleria, e dopo le scarpe i calzini. I calzini sono molto bianchi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;calzinidatennis&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;viene in mente a tutti.&lt;br /&gt;Le sue mani li dispongono &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;efficientemente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; per terra, stirati per la loro intera lunghezza, affiancati sembra anche speculari. La persona poi cammina scalza portando la bicicletta, e le scarpe le tiene con le dita di una mano sola, appoggiata al manubrio. Non si è più visto.&lt;br /&gt;I calzini sono &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;spettacolari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, e creano un punto luce impossibile da tralasciare, non si riesce più ad apprezzare i neon, nessuno è più sicuro che essi esistano e può venire voglia di sedersi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Chi nonostante l'ora serale porta gli occhiali da sole in testa se li cala sugli occhi, i bambini che vogliono toccarli si vede benissimo che hanno paura di scottarsi, la fiumana di persone rallenta, si crea un buco in mezzo ad essa, e spuntano già i primi iconoclasti, il loro simbolo è tapparsi il naso.&lt;br /&gt;L'addetto alle pulizie stazionario li raccoglie con una scopa, ora diventerà buio pensano tutti, e il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;sottopassaggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, senza colpe, ritorna omogeneo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-7556115573662564258?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/7556115573662564258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/09/nel-sottopassaggio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/7556115573662564258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/7556115573662564258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/09/nel-sottopassaggio.html' title='nel sottopassaggio'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-40096506804851020</id><published>2009-08-15T10:03:00.000-07:00</published><updated>2009-08-15T10:04:43.294-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>ansia casalinga</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sobqn8NNseI/AAAAAAAAAFM/cxczf7419xY/s1600-h/ansia-casalinga.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 296px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sobqn8NNseI/AAAAAAAAAFM/cxczf7419xY/s400/ansia-casalinga.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5370237577583243746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-40096506804851020?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/40096506804851020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/08/ansia-casalinga.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/40096506804851020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/40096506804851020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/08/ansia-casalinga.html' title='ansia casalinga'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sobqn8NNseI/AAAAAAAAAFM/cxczf7419xY/s72-c/ansia-casalinga.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-160741330372928542</id><published>2009-08-11T13:50:00.000-07:00</published><updated>2009-09-05T09:28:12.488-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrazioni'/><title type='text'>spree</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; signor Brummer non sa piú dove guardare e lentamente inizia ad alzare gli indici delle mani appoggiate sopra il tavolo per poi rimetterli al loro posto, e si, é proprio un ritmo quello che sento, impercettibile, lentissimo, non sa dove guardare, e i suoi indici battono un tempo sopra il tavolo che seppur lento io lo sento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;distintamente, riesco addirittura a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;seguirlo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, e non riesco a capire cosa mai stiamo aspettando signor Brummer, con la sua aziendina, con la sua azienda, al suo posto neanche io saprei dove guardare, e non mi va affatto male, con il signor Brummer, ricordo benissimo un altro imprenditore, di cui non ricordo il nome, che dopo avergli spiegato la situazione inclinó leggermente la testa in avanti, seguii ogni movimento con la massima attenzione, finché non gli riuscí, e sapevo che era lí che voleva arrivare, di guardarmi dal basso verso l´alto, e giá immaginavo mentre seguivo il suo mento che si avvicinava al petto che prorpio quello sguardo era il suo obbiettivo, forse addirittura il suo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;sistema&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, di trattare con le persone, ma ogni cosa che io vedevo con la coda dell´occhio, mentre sostenevo il sguardo obliquo, con la ciglia destra leggermente rialzata, ogni cosa che io vedevo con la coda dell´occhio neutralizzava completamente quello sguardo, che, penso nelle sue intenzioni, ma é un linguaggio che conosciamo tutti, mostrava un imprescendibile statura morale, era uno sguardo che creava all´interno di quell´ufficio e del nostro discorso una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;questione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; morale, e prorpio il nostro discorso, il nostro problema, ma dovrei dire il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;suo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;problema, si universalizzava, nelle sue intenzioni, assumendo il significato di una questione etica, ma il fatto é, che tutto ció che ci circondava, il computer, il suo vestirario, la scrivania, la moquette, rendeva quello sguardo definitivamente grottesco, e tutto ció che poteva essersi creato di etico o morale, o che tirasse in ballo addirittura l´umanitá intera, diventava triste e schifoso, e sono sicuro che i miei occhi esprimevano proprio schifo e tristezza in quel frangente, e il risultato fu che per svariati minuti ci guardammo in questo modo, periodo in cui sono sicuro di avere inclinato la testa verso sinistra, e storto leggermente le labbra chiuse, e aver pensato a come si era arrivati a quello che per questi qui, questi imprenditori era un vero e proprio disastro, e anche si si erano prodigati in questi mesi per provare che l´acqua del fiume Spree era a dir poco nociva per i nostri capi di vestiario, e redatto centinaia, migliaia forse, di rapporti sottoscritti e firmati da chissá chi, che dimostravano in maniera precisa che a lungo andare i nostri calzini si sarebbero disintegrati, le nostre magliette avrebbero cambiato colore, i nostri cappotti, che ne so, non ci avrebbero riparato piú dal vento, le loro aziende di sapone per lavatrici erano fallite una dopo l´altra, mentre migliaia di berlinesi intingevano ogni genere di contenitore nel fiume e ne usavano l´acqua per le loro lavatrici casalinghe, seguiti poi a ruota dalle lavanderie, in un orgia di sapone gratis per tutti, esaltandosi per i risultati addirittura strabilianti che l´acqua dello Spree otteneva sui vestiti, che nonostante i rapporti delle industrie, dopo un solo lavaggio tornavano, a detta di molti, praticamente nuovi, e forse miglioravano, per quel che riguarda il colore, ma anche per la consistenza, si parlava di salto di qualitá del vestito, di profumi fragranti, di tessuti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;soffici al tatto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, di questo si parlava, e anche io ne parlavo, e anche io dicevo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;soffici al tatto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, ed era la pura verità, è questo il fatto, nonostante gli sguardi morali o gli indici di Brummer.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-160741330372928542?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/160741330372928542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/08/spree.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/160741330372928542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/160741330372928542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/08/spree.html' title='spree'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-7592616394819736301</id><published>2009-07-27T14:05:00.000-07:00</published><updated>2009-07-27T14:06:59.340-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>la struttura</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sm4Wwc6wy7I/AAAAAAAAAEk/a5Fe44YPhKI/s1600-h/struttura.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 295px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sm4Wwc6wy7I/AAAAAAAAAEk/a5Fe44YPhKI/s400/struttura.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5363249227897031602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-7592616394819736301?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/7592616394819736301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/07/blog-post_27.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/7592616394819736301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/7592616394819736301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/07/blog-post_27.html' title='la struttura'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sm4Wwc6wy7I/AAAAAAAAAEk/a5Fe44YPhKI/s72-c/struttura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-4734477110315872022</id><published>2009-07-25T09:53:00.000-07:00</published><updated>2009-07-25T09:54:06.120-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>mare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sms4mnBRe-I/AAAAAAAAAEc/xXWhzG6GpCk/s1600-h/al-mare.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 218px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sms4mnBRe-I/AAAAAAAAAEc/xXWhzG6GpCk/s400/al-mare.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362442017275214818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-4734477110315872022?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/4734477110315872022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/07/mare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/4734477110315872022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' 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{parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sms38SD2tAI/AAAAAAAAAEU/Arof7VhPLWc/s1600-h/il-fiore.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 258px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sms38SD2tAI/AAAAAAAAAEU/Arof7VhPLWc/s400/il-fiore.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362441290094392322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-3942059327220139747?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/3942059327220139747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/07/lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/3942059327220139747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/3942059327220139747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/07/lavoro.html' title='lavoro'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_SJKRFSCg_ns/Sms38SD2tAI/AAAAAAAAAEU/Arof7VhPLWc/s72-c/il-fiore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4043089228115787654.post-8127673629687224696</id><published>2009-07-18T15:35:00.000-07:00</published><updated>2009-09-05T09:29:49.466-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrazioni'/><title type='text'>disavventure di un impiegato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Lavoro da Flachman e figli, uno studio notarile, e ci lavoro tutt'ora, nonostante tutto, grazie alla benevolenza del signor Flachman in persona, nonostante sia rinchiuso nel mio appartamento dal quale non esco da ormai un anno, e in cui Flachman mi fa arrivare tramite un ragazzo i documenti e le carte da copiare e ricopiare quanto basta, e alla sera torna il ragazzo a riprendere il materiale, e un'altro ragazzo mi fa la spesa e mi compra i giornali, i quali non parlano più di me per fortuna, ma sono sicuro che una passeggiata per la via principale mi procurerebbe un posto in prima pagina, cosa che evito come la peste, in quanto tremo ancora al ricordo di quei giorni, in cui è successo, a partire da quella mattina, in cui mi svegliai alle sette come, e come ogni giorno prima di ogni cosa mi diressi in bagno, dopo essermi lavato la faccia mi guardai allo specchio, e quando mi guardai allo specchio notai che i miei capelli erano di gran lunga diversi dal solito, che da a corti e quasi crespi erano diventati lisci e radi, di colore scuro e più lunghi della norma, da dovermi fare una riga in parte, e sui lati e sulla nuca sfumavano sino a diventare corti, cosa strana, in quanto da quando ho vent'anni ho sempre avuto lo stesso taglio di capelli, lunghi circa cinque millimetri e a spazzola, e se solo li facevo crescere un pò di più diventavano ricci e mi davano l'aria di un cespuglio, cosa che detestavo, e quindi mi diedi subito un gran d'affare per spiegarmi il fenomeno, e l'unica giustificazione possibile era la mia posizione nel dormire, che essendo stata la stessa tutta la notte mi aveva schiacciato il capelli tanto da renderli più lisci e di conseguenza più lunghi, tant'era che sui lati comunque rimanevano corti, mi dicevo, mentre sul colore non avevo niente da dire, perchè sapevo che gli individui dai capelli rossi non restano rossi tutta la vita, capita che si scurivano, è la norma anzi, mi dicevo, ma per niente rassicurato da questi teoremi mi misi un cappello e mi diressi al lavoro, dove seduto al mio tavolo e con una pila di documenti da ricopiare in bella calligrafia, cosa in cui eccellevo, non riuscivo a decidermi se togliermi il cappello o no, con i miei colleghi che passavano veloci e indaffarati davanti alla mia postazione, ne passavano in continuazione, e non sapevo cosa avrebbero detto al vedere la mia nuova capigliatura, se avrebbero pensato che ero stato da un parrucchiere d'alta moda o cose così, o che mi ero tinto addirittura, per non parlare del signor Flachman, che della sobrietà e l'eleganza era un esempio per tutto l'ufficio, ma, non potendo restare con il cappello per otto ore, sudando me lo tolsi, aspettando da un momento all'altro interrogazioni e se mi andava male degli sfottò, ma non successe niente, niente di niente, e i miei colleghi continuavano a passarmi davanti e anche se posavano il loro sguardo su di me nei loro occhi non leggevo ne stupore ne niente, e smisi quindi di sudare e iniziai a lavorare, dimenticandomi dei miei problemi, essendo sicuro che, con il passare delle ore, i miei capelli sarebbero tornati normali, cosa che non avvenne, come notai nella pausa pranzo, dopo uno sguardo nello specchio del bagno e con maggior angoscia alle sei di sera, quando lo studio chiuse mi diressi verso casa, dove mi infilai a letto subito dopo cena, ritenendo che se la causa della metamorfosi dei miei capelli era la mia posizione nel dormire non c'era altra soluzione che cambiarla, cosa che feci dormendo senza cuscino, e che non servì a niente, perchè la mattina dopo la mia chioma era rimasta scura e liscia come la avevo lasciata, ed anzi si era aggiunto un particolare, due baffetti rettangolari che ricoprivano solo lo spazio sotto il naso, e che non erano proprio folti, ma un'ombra appena, ma che a una persona quasi glabra come me, cosa di cui in passato mi ero fatto addirittura una malattia, per via delle ragazze, e dei ragazzi che mi sfottevano, bastava per sorprendermi, e per farmi prendere il rasoio, che più che un utensile era sempre stato un soprammobile, ed eliminare quella peluria fastidiosa, e, fatto questo, mi pettinai i capelli ai quali ormai ero abituato, e mi diressi in ufficio, dove neanche quel giorno venni notato, con mia gratitudine, e la giornata passò così, come le altre giornate, tranne la sera, finito il lavoro, in cui andai diretto da un barbiere, a farmi fare due cose, un classico, barba e capelli, e fu ciò che fece il barbiere, che mi lasciò soddisfatto, nel tornare, e a guardare le signore lungo la strada senza troppi pensieri, fino a casa, dove corsi subito allo specchio, e fui soddisfatto nel notare che era uguale allo specchio del barbiere, identico, ed ero sbarbato, e con i capelli corti, sempre scuri, ma corti, niente da dire, andai a letto, e dormii, fino alla terza mattina, quella in cui mi resi conto che c'era qualcosa di serio che mi stava accadendo, qualcosa non a caso, in quanto i capelli erano tornati più lunghi, sempre lisci, erano tornati anche i baffetti, e mi si erano scavate un pò le guance, a me, che sono sempre stato un pò paffuto, con i capelli ricci e paffuto, uno zimbello nato, e glabro pure, ed iniziai a stare fermo e sudare, a guardarmi e sudare, a farmi la riga in parte e sudare, bloccato in questi gesti, e mi sbloccai con il braccio che seguì la mano che di scatto era andata al rasoio, e l'altra mano al pennello della schiuma, e in men che non si dica ero senza quei baffetti, e sospirai a guardare il mio volto pulito, quando, osservando bene, vidi comparire, dove prima c'erano i baffi, prima un'ombra, poi una peluria rada, e in pochi istanti i baffi, così come erano pochi istanti prima, e mi parve, ma non ne sono sicuro, di sentire addirittura un rumore, come un sibilio, durante la crescita istantanea dei baffi, e mi ribloccai, guardandomi fisso negli occhi, ed iniziai ad aprirli e chiuderli, e non so se a qualcuno sia mai successo, di cambiare fisionomia in cosi poco tempo, e guardarsi e vedersi, e provare quello che provavo io allora, e senza il minimo interesse, abbandonarsi alla contemplazione, sempre più rassegnata, di un'altra persona, come facevo, fino a quando mi sedetti sul bordo della vasca da bagno, con le gambe per aria e il sedere a fare da contrappeso, fino che questo perse il sopravvento, e scivolato nella vasca mi addormentai,per poi svegliarmi, ore dopo, e senza guardarmi allo specchio, vestirmi in fretta e correre in strada, perchè, nonostante tutto, intendo le trasformazioni, non potevo non andare al lavoro, e corsi, giù per le scale, fino alla via affollata, dove presi a camminare con passo spedito, e dopo minuti che non guardavo altro che i miei piedi raddrizzai la testa e, nonostante la fretta e il sovrapensiero, notai degli sguardi strani, provenienti dalla folla, che con me stava nella via, qualcuno addirittura mi puntava addirittura il dito, qualcuno esprimeva rabbia, certi avrei detto anche disgusto, come quello che evidentemente aveva mosso chi, a mia opinione non per caso, mi tirò una spallata, talmente forte da buttarmi a terra, da dove vidi il cielo coprirsi di teste, che mormorando mi osservavano, parlando di un lui, di cui non sapevo nulla, fino ad aprirsi, alla venuta di un poliziotto, che, messomi un braccio sotto un'ascella mi alzò in piedi, e prese a farmi delle domande, sul mio nome, sulla mia provenienza, e, sotto consiglio sulla folla, sulla mia età, ed io rispondevo come potevo, fino a quando mi prese un non so che cosa, e il mio braccio destro, senza che io glie lo avessi ordinato, si raddrizzò di scatto, verso l'alto, con la mano aperta, e dalla bocca mi uscì un grido, anc'esso involontario, come quelli che si fanno, quando qualcuno ti pesta un piede, e fu lì, a quel grido, che negli occhi delle persone, che come me stavano nella via, e che ora mi circondavano, vidi ciò che neanche saprei esprimere, se non con la parola odio, ma che sembra troppo poco, in vista di ciò che mi circondava, e che spingeva, e premeva, e li faceva urlare, e non so ancora come feci, forse grazie al poliziotto, ma non credo, che sgusciai fuori, e corsi, e neanche sapevo se ero inseguito o meno, quando entrai nel mio portone, e salendo le scale, pensavo solo al lavoro, al signor Flachmann, a cui avrei telefonato, per spiegargli l'accaduto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-8127673629687224696?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/8127673629687224696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/07/cristo-santo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/8127673629687224696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/8127673629687224696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/07/cristo-santo.html' title='disavventure di un impiegato'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image 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All’inizio pensai, pensai profondamente, a quanto poco contava l’essermi venuto a trovare, nel bosco, quando tutto è morto, quando non ci sono foglie, quando non si calpesta che niente. Da prolungato osservatore dell’ambiente potevo e posso ben dire che di rumori sì ve ne erano, uccelli e cose così, e con il vento lo scricchiolare del legno, e se chiudevo gli occhi se mi dimenticavo gli uccelli, potevo benissimo essere sul pontile di una nave. Quando giunse sul luogo dove io stavo, da anni ci stavo, mi preparai subito un bel discorsetto, di quelli da fare con tono, qualsiasi tono, ma non a caso. Ma lo vidi e stetti zitto, acquattato, non un muscolo muovevo, per vedere dove si sarebbe andati a parare, in questo bosco morto, sporco e senza troppo viavai. Non si andò a parare da nessuna parte, volse gli occhi altrove, non su di me, penso avesse notato le condizioni del bosco, e ne fosse stato annoiato anche lui. Non tacque su questo fatto, lo disse che il bosco così faceva schifo, quasi per farmi sapere in via non diretta che era per questo che era venuto, per dirmi quanto faceva schifo. Vidi la sua schiena allontanarsi e non dissi una parola, non una, mentre già quasi non lo distinguevo tra gli alberi, quel tipo. Magari non si ricordava, o faceva finta, di non sapere chi ero, di non provarci neanche. Morale, mi annoio, e mi continuerò ad annoiare immagino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;fine &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4043089228115787654-7381051262860061346?l=rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/feeds/7381051262860061346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/07/cdsfdo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/7381051262860061346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4043089228115787654/posts/default/7381051262860061346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rapportidiproduzionedelsonno.blogspot.com/2009/07/cdsfdo.html' title='casa sull&apos;albero'/><author><name>pietro f</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
